venerdì 13 maggio 2016

Le "Zitelle" cinesi

Questo post prende spunto da un tema  sempre molto dibattuto in Cina che, con sempre più frequenza, torna alla ribalta sui media cinesi: le “zitelle”, in cinese “shengnv”.


Il termine “shengnv” significa letteralmente donna lasciata da parte, ai margini della società. Il termine sembrerebbe stato coniato dai media cinesi a partire dal 2007, in seguito alla promulgazione nel 2006 di uno studio sullo squilibrio dei sessi in Cina. Secondo svariati studi demografici, il numero di uomini in Cina è molto maggiore del numero di donne: mentre una giusta proporzione dovrebbe essere 105/100, in Cina si registra una proporzione pari a 118/100 (2012): secondo le statistiche, in Cina ci sono 31 milioni di uomini in più rispetto alle donne (Statistical Yearbook 2014).

Il termine ha una connotazione ben definita all’interno della società: si riferisce a tutte le donne che non sono ancora sposate a partire dal 27esimo anno di età in su. L’associazione delle donne cinesi (in inglese, All-China Women’s Federation) è da ritenere in gran parte responsabile della diffusione e della stigmatizzazione di questo termine che è infatti entrato a far parte del lessico del dizionario.

Sul sito dell’associazione, disponibile anche in lingua inglese, il primo articolo che presenta il termine “shengnv” risale all’aprile 2007 e parla di come le zitelle cinesi presentino caratteristiche ben precise: si tratta di donne completamente indipendenti, con un alto livello di educazione e buone posizioni lavorative.

Da quel momento in poi, più di quindici articoli su questa questione sono stati pubblicati. A quanto pare, l’urgenza del tema è dovuta al fatto che lo squilibrio dei sessi preoccupa il partito dato che un eccessivo numero di uomini non sposati potrebbe causare problemi sociali. Inoltre, il partito è anche preoccupato della qualità della popolazione: per continuare a crescere, essere competitiva e diventare una potenza forte a livello internazionale, la Cina ha bisogno di persone intelligenti e non può permettersi che i migliori nella società non si riproducano.

A proposito della “qualità” della popolazione, è necessario citare uno studio condotto da Yue Qian sull’”ipergamia” (hypergamy in inglese, non esiste una vera e propria traduzione), ovvero la tendenza a sposare qualcuno di strato sociale superiore al proprio o più erudito di sé stessi. In Cina c’è la tendenza per le donne di sposare uomini che abbiano una migliore educazione rispetto alla propria e, di conseguenza, c’è una tendenza negli uomini a sposare donne meno istruite di loro. Lo studio suddivide le persone in quattro categorie: A, il più istruito, e D, il meno istruito. Secondo questa tendenza, gli uomini A scelgono donne B, gli uomini B scelgono donne C e gli uomini C scelgono donne D. Rimangono fuori da questo processo le donne A, ovvero quello più istruite, e gli uomini D, meno istruiti e generalmente con minori possibilità economiche. Le prime non trovano nessuno alla loro altezza e gli ultimi sono troppo malmessi per trovare qualcuno disponibile a sposarli.

Secondo Leta Hong-Fincher, una sociologa Americana che sta studia il fenomeno delle zitelle cinesi, il partito vuole proprio che siano queste donne a sposarsi perché tralasciate dai processi sociali di cui parla lo studio, ma anche le “migliori” dal punto di vista della qualità. Il partito, preoccupato della stabilità e della crescita economica del paese dopo la pubblicazione dello studio sullo squilibrio dei sessi nel 2006, ha quindi messo in moto questa macchina di pressione sociale. E’ stato dunque necessario coinvolgere l’associazione delle donne cinesi per contribuire all’attività propagandistica che urge le donne A a sposarsi. L’attività è stata portata avanti con tale fervore da sviluppare un vero e proprio fenomeno sociale di portata mastodontica tanto da creare un intero universo di significato attorno al termine “shengnv”.

Gli articoli trattano degli argomenti più disparati: dalle riflessioni sul tema, all’organizzazione di eventi di speed-date, fino ad articoli (orribili) in cui si consiglia alle ragazze come farsi notare o anche le migliori mosse per far cadere un ragazzo nelle proprie braccia.

Tra le citazioni migliori figura sicuramente la seguente:
“Le ragazze belle non hanno bisogno di un alto livello di educazione per sposare un uomo ricco, facoltoso e potente. Sono le ragazze nella media e quelle brutte ad avere difficoltà (nel trovare un partner). Per aumentare la loro competitività queste ragazze decidono di puntare sull’educazione (l’intelligenza). Ma la tragedia è che non si accorgono che, in termini di età, valgono sempre meno. Quindi, nel mentre in cui ottengono la loro specializzazione o il loro dottorato, sono vecchie come le perle ingiallite”. 

Il fenomeno aumentato in parallelo è quello della “svendita” dei figli al cosiddetto mercato dei matrimoni. Esistono infatti dei luoghi in cui una persona può mettere il proprio “CV” di vita o quello di qualcun altro per trovare un partner interessato. Cosa succede nella pratica? Scrivi il tuo cv (o qualcun altro lo scrive per te) completo di nome, cognome, residenza e hukou, nazionalità, foto, carattere, interessi e hobby, ma soprattutto stipendio e possedimenti (casa, macchina, ecc.) e lo esponi, lo appendi in un luogo dove si combinano incontri. Questi luoghi sono solitamente dei parchi (qui a Shanghai è famosissimo il Parco del Popolo) ma il problema è che sono frequentati dai genitori dei ragazzi in cerca di un compagno/a non dai ragazzi stessi. I cinesi dicono sia perché i ragazzi non hanno tempo lavorando troppo, ma la realtà è chiaramente che sono i genitori a fare pressioni verso il matrimonio e soprattutto a dire l’ultima parola sul prescelto/a.

Non sono mancati nemmeno gli spettacoli d’intrattenimento per risolvere questo problema. Tra i più famosi in televisione figura sicuramente “Feicheng wurao” (You are the one in inglese). Si tratta di un programma sullo stile di “Uomini e donne” trasmesso ogni sabato sera alle 21.10. Secondo la versione ufficiale, il programma ha lo scopo di offrire un servizio “alla vita”: 24 ragazze single vengono presentate all’uomo di turno che, sulla base di ciò che cerca in una donna, le esclude piano piano. In realtà, sulla base di alcune domande pre-impostate a cui le ragazze hanno risposto, le ragazze vengono auto-eliminate in base alla caratteristiche della donna cercata dall’uomo di turno. L’ultima che rimane è la prescelta per creare una vita insieme. L’unica volta che mi è capitato di vedere questo programma (la mia professoressa di cinese me lo aveva consigliato per “imparare il cinese”) sono rimasta basita: al termine della sessione, il ragazzo e la ragazza venivano intervistati e entrambi affermavano cose tipo “sicuramente avremo una magnifica vita insieme”, “a presto decideremo quando sposarsi”, “lui/lei è esattamente ciò che cerco”. Il tutto senza essersi nemmeno mai parlati. Complimenti!

Fortunatamente c’è anche chi la pensa in maniera diversa. L’8 aprile 2016 è uscito un video che ha riportato la questione nuovamente alla ribalta. Il video è intitolato “la conquista del mercato del matrimonio” (Marriage Market Takeover in inglese) ed è stato voluto e sponsorizzato dall’azienda cosmetica giapponese SK-II.

Il video parla della storia di queste ragazze, tutte single e tutte non sposate sopra i 27 anni. Vengono immortalate mentre i loro genitori parlano del fatto che il problema per cui la loro figlia non trova marito è che è troppo brutta, del fatto che non sposandosi sta mancando loro di rispetto. Le ragazze, stanche e infastidite, decidono dunque di esprimere la loro opinione una volta per tutte e pubblicamente. L’azienda di cosmetica ha offerto loro la possibilità di essere le protagoniste di un album fotografico le cui foto, devo dire bellissime, sono state poi esposte in pompa magna proprio al Parco del Popolo. Le foto naturalmente non erano l’unica attrattiva, ma erano accompagnate da didascalie che spiegavano i motivi per cui queste ragazze non vogliono sposarsi. Mi ha colpito molto una scritta che dice: sposarsi non da la felicità. Il video ovviamente finisce coi genitori di queste ragazze che dicono alla telecamera che le loro figlie sono belle, in gamba, intelligenti e, anche se non sono sposate, vogliono loro tanto bene comunque. Un primo passo verso l’accettazione sociale di queste ragazze, che poi era anche il motivo per cui l’azienda di cosmetici ha deciso di realizzare questo video: sensibilizzare la società sul fatto che essere single non deve rappresentare un problema. Il presidente di SK-II ha detto infatti che il video fa parte di una campagna volta ad ispirare e permettere alle donne di determinare il loro destino.

Il video è stato visualizzato più di 20000 volte solo attraverso l’account Weibo dell’azienda stessa e ha ricevuto più di 4000 like. Tra i commenti più interessanti troviamo “le scelte di ogni donna dovrebbero essere rispettata in una società civilizzata”; “si può essere felici anche senza un uomo e non dovremmo essere punite per le nostre scelte fintanto che non fanno del male a nessuno”; “non perdete la speranza e seguite il vostro cuore, non i vostri genitori, perché solo voi sapete cosa è giusto per voi stesse”. In generale, il video è stato ben accolto proprio perché ha permesso la condivisione di questi sentimenti tra le ragazze che ora non si sentono più sole, ma parte di un gruppo dove ci si sostiene a vicenda.


Questo post è stato utilizzato per creare la puntata “Le Zitelle” per Radio Meyooo, disponibile per l’ascolto direttamente sul sito della radio. 

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